Search here...
TOP
Caccia al tesoro Firenze La mia Firenze

La prima caccia al tesoro a Firenze. 5 luoghi curiosi da scoprire

Dato che la caccia al tesoro ad Amsterdam è piaciuta molto ho pensato di farne una a Firenze.

Qui troverete la Mappa per giocare alla caccia al tesoro

Firenze è la città dove sono nata e cresciuta. La città che mi ha insegnato tanto, che mi ha fatto capire quando è bello il nostro paese.

Quando mi capita di incontrare altri viaggiatori e dico di essere di Firenze vedo che i loro occhi si riempiono di curiosità. Perchè Firenze è piccola ma regala bellissime emozioni.

Qui nel mio blog troverete molti consigli su cosa vedere o fare a Firenze, ma oggi voglio farvi divertire.

Io amo tantissimo le cacce al tesoro e ne voglio fare una proprio nella mia città. Quindi se avete intenzione di fare un viaggio a Firenze o se siete già qui… preparatevi a giocare con me con questa caccia al tesoro in 5 indizi! (tempo di percorrenza 18 min a piedi)

Primo indizio:

La prima caccia la tesoro a Firenze
Questa caccia al tesoro partirà in piazza Santissima Annunziata

dove potrete trovare i primi due indizi. Al centro della piazza troverete una scultura di Ferdinando I a cavallo. Avvicinatevi un po’ di più e noterete che alla base si trova una decorazione formata da uno sciame di api con al centro la loro ape regina. Riuscite a contare quante api ci sono? Si dice che solo chi riesce a contarle tutte senza toccarle sarà baciato dalla fortuna. Non vi svelerò quante sono ma potete scrivermelo nei commenti! Questo strano gioco veniva utilizzato dalle mamme per far stare impegnati i loro figli… ora la vedo dura come soluzione!

Secondo indizio:

La prima caccia la tesoro a Firenze

Rimaniamo in piazza Santissima Annunziata e controlliamo bene le finestre. Ce n’è una in particolare che rimane sempre aperta. Dietro questa finestra c’è una tristissima storia d’amore. Si narra infatti che verso la fine del Cinquecento una novella sposa e suo marito si trasferirono nel palazzo, purtroppo però quella convivenza durò solo qualche mese, perchè infatti il marito venne chiamato al fronte per combattere la guerra.

Mentre l’uomo partiva la giovane donna lo salutava dalla finestra e durante la sua assenza ella passò le sue giornate a guardare fuori nella speranza di vederlo tornare. Purtroppo il marito non fece mai ritorno ma la donna non si arrese e continuò a guardare da quella finestra per tutta la sua vita. Una volta morta anche la donna i familiari provarono a chiudere la finestra ma si manifestarono strani fenomeni. La leggenda racconta di libri che volarono via dalla libreria, mobili che iniziarono a ballare e luci che si spensero. Presi dalla paura riaprirono subito la finestra e tutto tornò alla normalità. Da quel giorno la finestra rimase socchiusa per permettere allo spirito della sposa di continuare ad aspettare il ritorno del suo amato. Per riuscire ad individuare la finestra seguite lo sguardo di Ferdinando I, è lui che controlla che la finestra non venga chiusa!

Terzo indizio:

La prima caccia la tesoro a Firenze
Continuiamo questa caccia al tesoro a Firenze e spostiamoci adesso verso Piazza del Duomo,

ma non limitatevi a guardare la facciata, perchè il terzo indizio si trova in realtà dietro il Duomo.

Forse non tutti sanno che il 17 Gennaio del 1601, durante un violento temporale, un fulmine colpì la palla in rame dorato che adesso potete ammirare in cima alla cupola del Duomo. Dopo essere stata colpita dal fulmine questa palla dorata cascò a terra. Considerate che non era proprio leggerina, dato che pesava 18 quintali e fece un salto di 110 metri.

Molti fiorentini diedero la colpa a Satana, dato che sulla palla si trovava una croce, simbolo della religiosità fiorentina. Proprio per questa credenza popolare l’anno dopo il Cardinale Alessandro di Ottaviano dei Medici, d’accordo con il Granduca Ferdinando I, chiese di inserire nei bracci della Croce alcune reliquie, chiedendo così la protezione di Dio. Con la scritta latina ad repellendum fulminum impetus la sfera dorata fu di nuovo posta in cima alla cupola. Nonostante sia stata ancora colpita dai fulmini la palla non cascò più, forse fu merito della protezione divina, in ogni caso, nel 1859 Benjamin Franklin inventò il parafulmine. Ed ora possiamo stare ancora più tranquilli che l’enorme palla non si staccherà mai più (o almeno lo speriamo).

Ad ogni modo non dovrete trovare la palla dorata, ma dovrete scoprire il punto esatto in cui cadde. Infatti le autorità della città decisero di lasciare un segno dell’evento, incastonando nella pavimentazione un pezzo di marmo tondo nel punto preciso dove cadde la palla.

Quarto indizio:

Firenze è la casa di Dante, e si narra che avesse una memoria pazzesca! Su questa affermazione esiste un curioso aneddoto che vi porterà alla nostra quarta tappa.

Un giorno il famosissimo Poeta era seduto su un sasso ed un passante gli chiese quale fosse secondo lui il cibo più buono. Dante rispose “l’uovo” ed il passante se ne andò. Due anni dopo, quel passante ripassò di li, e trovando Dante sempre su quel sasso volle sfidare la sua memoria chiedendogli “Con cosa?”. Dante senza pensarci troppo rispose “Col sale”.

Quindi il vostro obbiettivo è trovare il masso di Dante. Tranquilli non vi farò impazzire. Il suggerimento che vi do è di andare verso piazza del duomo e di cercare piazza delle pallottole!

Quinto indizio:

Firenze è piena di buchette del vino, ma quasi nessuno ci fa caso, sono circa 170  in tutta la città. Ma cosa sono? Dunque a partire dal XVII secolo, dopo la crisi commerciale di quel periodo, le autorità concessero alle famiglie proprietarie di vitigni di vendere vino e olio al dettaglio, e iniziarono a sbucare sulla facciate dei palazzi delle piccole porticine ad altezza spalla, da dove i fiorentini potevano acquistare il vino, in fiaschi o bicchieri. Questa attività commerciale era ottima perchè trattandosi di produzioni familiare non erano soggette a tassazione.

Bastava bussare alla porticina e, ad un prezzo molto conveniente, era possibile acquistare tutto ciò che si chiedeva. Purtroppo molte, anzi praticamente tutte, le buchette del vino con il tempo sono state chiuse, o addirittura murate con le ristrutturazioni, ma la buchetta che dovete trovare per questa caccia al tesoro è ancora in funzione, solo che invece del fiasco di vino sarà possibile acquistare una coppetta di gelato.

Infatti questa buchetta si trova proprio di fianco alla storica gelateria Vivoli! Quindi se siete arrivati alla fine di questa caccia al tesoro a Firenze vi siete proprio meritati questo premio. Se vi viene voglia di assaggiare il loro gelato vi basterà dire che state giocando alla caccia al tesoro di Bea around (o mostrate questa pagina sul vostro telefono) e riceverete subito uno sconto del 10% su i coni, le coppette e i contenitori da asporto!!!

Per entrare nel pieno spirito fiorentino sentitevi questa canzone su Firenze di Riccardo Marasco. A me ogni volta mi fa morire dal ridere!!!

Te la portai da’i Vivoli

a prendere un gelato

la disse “l’è marmato”

la mi fece scoparì

Teresina un ti ci porto più

quanto è ver che c’è Gesù

Riccardo Marasco

Vi è piaciuta questa Caccia al tesoro a Firenze? Chissà magari ce ne sarà un’altra…

Qui sotto vi lascio la cartina per giocare con me!

Buon divertimento e ricordatevi: se scattate delle foto durante questa caccia al tesoro taggatemi su instagram e usate l’hashtag #cacciaaltesorodibeaaround

La prima caccia la tesoro a Firenze
Bea around

«

»

1 COMMENT

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pingback: La seconda caccia al tesoro a Firenze - Bea around on 3 Giugno 2020