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Caccia al tesoro Italia Lazio Roma

La prima caccia al tesoro a Roma. 5 curiose curiosità

Roma, la città eterna, la città simbolo della dolce vita. Roma nun fa la stupida stasera. La nostra capitale, il cuore nell’Italia. Roma capoccia der monno ‘nfame. Roma è bella sempre anche quando è brutta.

Durante il nostro viaggio ce ne siamo innamorati. Ci siamo innamorati di ogni suo angolo, di ogni suo negozio e sopratutto di ogni romano, che con il loro accento e il loro calore ti fanno sentire come a casa.

Per questo ho deciso di creare una (o forse più di una) caccia al tesoro a Roma, per farvi scoprire luoghi insoliti, o meno famosi, ma comunque pieni di storia e di magia.

pronti ad iniziare?

Qui trovate la mappa per giocare alla caccia al tesoro

tempo di percorrenza 21 min a piedi

Primo indizio

Partiamo subito con il pezzo da novanta. C’è una serratura molto famosa a Roma, dalla quale si gode di una vista spettacolare. Fino a qualche anno fa era il posto preferito dalle coppie al primo appuntamento, ora è diventata la meta di pellegrinaggio per molti turisti quindi non potete assolutamente perdervela. Sto parlando del buco della serratura del portone della Villa del Priorato di Malta. Ma come mai fa parte della nostra caccia al tesoro a Roma? Perchè da qui potete godere di una splendida prospettiva della Cupola di San Pietro sia di giorno che di notte. Troverete un po’ di coda ma tranquilli che scorre veloce e ciò che vedrete vi ripagherà del tempo speso.

Secondo indizio

Spostiamoci di poco ed entriamo nel Parco Savello, meglio noto come Giardino degli Aranci. Si tratta di un giardino da cui godere una vista mozzafiato su tutta Roma, bellissimo se ci andate al tramonto, ma il motivo per cui vi ho consigliato di venire qui è l’illusione prospettica che si ha guardando il cupolone di San Pietro. Appena entrati vi sembrerà di poterlo toccare da quanto è grande, ma man mano che vi avvicinerete alla terrazza panoramica lo vedrete rimpicciolire fino quasi a confondersi con il resto della città.

Terzo indizio

caccia al tesoro a roma

Purtroppo quando siamo andati noi (a Settembre) il terzo indizio era chiuso ma tranquilli si può comunque ammirare da fuori. Sto parlando del Roseto Comunale di Roma che è aperto solo a maggio e giugno. All’interno si possono ammirare oltre 1000 varietà di rose provenienti da 20 paesi diversi.

Forse non tutti sanno che il roseto andò distrutto durante la seconda guerra mondiale e che fu poi ricostruito nel 1950 dove ai vialetti che si snodano tra i fiori venne data la forma della Menorah, il candelabro a sette braccia tipico della cultura ebraica. Il giardino è diviso in due parti, nella parte più ampia si può ammirare la collezione di rose botaniche antiche e moderne, mentre nella zona inferiore sono piantate le rose che partecipano al Premio Roma per le Nuove Varietà di Rose, che è un premio internazionale di giardinaggio nato nel 1933, secondo al livello mondiale solo a quella di Bagatelle, vicino Parigi che risale al 1907.

Quarto indizio

caccia al tesoro a roma

Siete riusciti a trovare tutti gli indizi della caccia al tesoro a Roma fino ad ora? Sicuri? Perchè se mentite il prossimo indizio vi mangerà la mano! Eh si, perchè quello che dovrete trovare è proprio la Bocca della Verità. Diventata iconica grazia al film Vacanze Romane. Le sue dimensioni sono impressionanti, si tratta infatti di una struttura di 1,80 metri di diametro per oltre 1300kg. Questo enorme volto maschile con gli occhi, il maso e la bocca forati era probabilmente il tombino di una delle fogne più grandi di Roma.

Ma come mai si chiama bocca della verità? La leggenda narra che il medaglione potesse decretare la verità, sopratutto sull’infedeltà coniugale. In caso di sospetto tradimento alle mogli (e chissà se anche ai mariti) veniva fatta infilare la mano nella bocca della statua di marmo e, grazie a degli uomini che erano posizionati dietro il lastrone di marmo, veniva punzecchiata con uno spillone o con delle forbici. Se avete la coscienza pulita provateci anche voi.

Quinto indizio

Stolperstein

Siamo giunti alla fine di questa prima caccia al tesoro a Roma e per trovare l’ultimo indizio dovrete spostarvi nel Ghetto Ebraico. Perdetevi tra le sue vie e i suoi ristoranti, ma non dimenticatevi cosa state cercando. Dovrete infatti individuare, incastonati tra i classici sampietrini romani, dei sampietrini in ottone con incise sopra dei nomi e delle date. Sono un’opera di Gunter Demnig che circa vent’anni fa, decise di mantenere viva la memoria dei deportati nei campi di concentramento nazisti, perchè secondo l’artista “una persona è dimenticata quando il suo nome è dimenticato” e così ha deciso di non far cadere nell’oblio la più grande tragedia del XX secolo.

Questi speciali sampietrini vengono chiamati Stolperstein, o pietre d’inciampo dato che sono leggermente rialzate rispetto al resto della pavimentazione proprio per catturare l’attenzione di chi passa, e ricordano il nome, la data di nascita, la data di arresto e di morte nei campi di concentramento di oltre 200 persone e sono posti davanti alla casa dove abitavano. Non li potete trovare solo nel ghetto ebraico (dove sono però maggiormente concentrati) ma bensì sparsi per tutta la città e non solo. Perchè dopo oltre vent’anni dall’inizio dell’installazione si possono trovare in più di otto paesi europei come la Germania, la Polonia, i Paesi Bassi o l’Ungheria. Costano €120 e chiunque ne può richiedere l’istallazione.

Vi è piaciuta questa Caccia al tesoro a Roma?

Buon divertimento e ricordatevi: se scattate delle foto durante questa caccia al tesoro taggatemi su instagram e usate l’hashtag #cacciaaltesorodibeaaround

E non dimenticatevi di trovare tutti gli indizi delle altre cacce al tesoro!!

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