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Caccia al tesoro a Venezia, 5 curiosità che non hai mai notato

Venezia è conosciuta in tutto il mondo per i suoi ponti e i suoi canali. Così romantica, piena di storia e di fascino. Ma quella che voglio farvi scoprire oggi è una Venezia meno turistica, lontano dalle gondole e dai bacari. In questa caccia la tesoro a Venezia dovrete scovare statue bizzarre, targhe con misure da rispettare e scale bellissime.

Pronti a giocare con me?

Qui trovate la mappa della caccia al tesoro

Tempo di percorrenza: 34 min a piedi

Primo indizio

Eccoci al primo indizio di questa caccia al tesoro a Venezia. Dirigiamoci verso Palazzo Mastelli e osserviamolo bene. Riuscite a vedere quel cammello sulla facciata? No, non un vero cammello, ma un bassorilievo! Bene, ora vi racconterò la sua storia. La leggenda dice che un ricco mercante proveniente dall’oriente, dopo aver abbandonato la sua patria e giunto a Venezia, decise si scolpire sulla facciata della sua nuova abitazione un cammello con un cammelliere per renderla facilmente riconoscibile alla sua amata.

Prima di partile lei aveva rifiutato la sua proposta di sposarlo e lui le disse: “Io dunque parto con il cuore straziato e cercherò di dimenticarti, ma, se un giorno alfine vorrai raggiungermi a Venezia, ti sarà sufficiente chiedere dove si trova la casa del cammello“. Purtroppo però pare che l’amata non si sia mai presentata, quindi almeno voi andate a trovare quel ricco mercante.

Secondo indizio

Spostiamoci ora di poco per un’altra leggenda avvolta nel mistero che si nasconde tra i canali di Venezia. Forse a molti è già capitato di camminare in Campo dei Mori, ma non tutti sanno che le 4 statue di pietra incastonate in un suo muro nascondono una leggenda. Questa leggenda, tramandata di padre in figlio, narra che 3 fratelli fuggirono dalla Grecia fino a Venezia. I loro nomi erano Rioba, Alfani e Sandi.

I tre fratelli erano mercanti di stoffe pregiate, ma erano famosi soprattutto per le loro truffe ai clienti, vendendo merce di bassa qualità a prezzi molto alti.

Una volta arrivati a Venezia Santa Maria Maddalena decise di punirli per i loro imbrogli. Andò di persona nel loro negozio, fingendosi una cliente per acquistare stoffe di alta qualità. I tre cercarono di imbrogliarla rifilandole un tessuto comune affermando “Possa il Signore trasformarci in pietra se questa non è la migliore stoffa di Venezia“, e la santa li prese in parola. subito dopo aver pronunciato quella frase i tre mercanti si trasformarono immediatamente in pietra.

Nell’800 successe un’altra cosa degna di nota. La statua del Signor Rioba perse il naso e venne sostituito con uno in ferro. Da quel giorno si dice che toccare quel naso porti fortuna, non so se si vero ma già che ci siete… tentar non nuoce.

Terzo indizio

vi ricordate questa filastrocca che ci insegnavano da piccoli?

Issa, issa, issa la vela,
gira, gira, gira il timon,
butta, butta, butta la rete,
tira, tira, tirala su.

Imprigionato in un angolino
era rimasto un rosso pesciolino,
che per dispetto da casa era scappato,
perché la mamma lo aveva brontolato.

Frigge l’olio già nel pentolino,
il pescatore afferra il pesciolino:
“Sei troppo piccolo, c’é poco da mangiare”
lo guarda bene e lo ributta in mare. Splash!

Beh anche a Venezia funzionava così, infatti non si potevano vendere i pesci più piccoli di una certa lunghezza. Un’antica targa, appesa all’ingresso del mercato di Rialto nel 1173, indica ancora oggi la lunghezza minima per la vendita di alcune specie di pesci, per preservare la vita dei pesci più piccoli che devono ancora crescere e riprodursi. Questa targa anticipa ciò che oltre 900 anni dopo verrà inserito nel decreto 1967/2006 conosciuto come “Mediterraneo”

Quindi prendete nota e ricordatevi di rispettare le regole!

Quarto indizio

Per il quarto indizio spostiamoci adesso alla Loggia del mercato del pesce di Rialto. Costruita nel 1907 in stile neogotico da Domenico Rupolo. Ogni giorno centinaia di persone si dirigono qui per comprare il pescato del giorno o per dare un occhiata ai banchi pieni di pesci, ma quello che dovrete trovare voi non sono delle acciughe, bensì dei capitelli. Si avete capito bene, dovete cercare ed osservare i capitelli della Pescheria Nuova.

Ogni capitello è diverso dal precedente e sono stati tutti scolpiti dall’architetto Rupolo. Troverete incise delle imbarcazioni, delle creature marine, dei polipi, dei granchi, ma anche il sole, la luna e le stelle. Vediamo se riuscite a trovare il capitello con la rosa dei venti.

caccia al tesoro a venezia

Quinto indizio

Come ultima tappa di questa caccia al tesoro a Venezia dovrete trovare il mio posto preferito in città. Lontano da Piazza San Marco e dal Ponte di Rialto. Distante dalla stazione e dall’Arsenale. Perchè il mio posto preferito è la Scala Contarini del Bovolo, realizzata nel Quattrocento in pieno stile gotico. Sia da fuori che dall’ultimo gradino la vista è mozzafiato.

Nonostante non affacci sul Canal Grande io vi consiglio di entrare e visitarla anche dall’interno, fino all’ultimo piano (il biglietto costa sui €7) perchè vi sembrerà di essere come Raperonzolo nella sua torre, fidatevi, non ve ne pentirete.

Siete curiosi di scoprire qual è il premio per voi che avete terminato questa caccia al tesoro a Venezia?

Come ogni caccia al tesoro che si rispetti merita un premio e quello che vi siete aggiudicati voi è uno sconto del 15% al Bacaro de Bischeri. Il Bacaro più buono della città, che vi delizierà il palato con prodotti 100% made in Tuscany. Perchè Roberto, il proprietario, è partito da Firenze per far scoprire il suo tesoro fino a Venezia. E tutti coloro che hanno finito questa caccia al tesoro si sono proprio meritati uno dei suoi cicchetti scontati del 15%. Come fare? Vi basterà scegliere la schiacciata che più vi piace (e la scelta sarà difficile visto che sono una più buona dell’altra) e comunicare in cassa che state giocando alla Caccia al tesoro di Bea Around!!

Dove lo potete trovare? In Ruga dei Oresi 57 a Venezia

Questo si che è un tesoro ghiotto!!

Buon divertimento e ricordatevi: se scattate delle foto durante questa caccia al tesoro taggatemi su instagram e usate l’hashtag #cacciaaltesorodibeaaroun

E non dimenticatevi di trovare tutti gli indizi delle altre cacce al tesoro!!

Un ringraziamento speciale va a Graziano Fiocca che mi ha prestato le sue foto per questo articolo, se siete curiosi di scoprire i suoi scatti potete trovarli qui!!

Bea around

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4 COMMENTS

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